Domande Frequenti

È opportuno leggere integralmente l’atto, conservarne anche la busta o la comunicazione di notifica e verificare immediatamente date, termini e autorità procedente.

Prima di rendere dichiarazioni, consegnare documentazione o contattare autonomamente gli uffici indicati, è consigliabile sottoporre l’atto a un avvocato. Una valutazione tempestiva consente di comprendere la posizione attribuita alla persona coinvolta, la natura dell’attività prevista e le iniziative difensive che possono essere intraprese.

Ricevere un’informazione di garanzia non equivale a una dichiarazione di colpevolezza, ma segnala l’esistenza di un procedimento nel quale è necessario esercitare consapevolmente i propri diritti.

Prima di rendere dichiarazioni è importante conoscere la propria posizione nel procedimento e comprendere le possibili conseguenze di quanto viene riferito.

La persona sottoposta alle indagini deve essere informata delle facoltà riconosciute dalla legge, compresa, nei casi previsti, quella di non rispondere. La scelta se rendere dichiarazioni, rispondere solo ad alcune domande o avvalersi di tale facoltà deve essere valutata con il difensore sulla base degli atti e della strategia del caso.

Anche spiegazioni rese informalmente o documenti consegnati senza un previo esame possono assumere rilievo nello sviluppo dell’indagine.

Durante una perquisizione è necessario mantenere un comportamento collaborativo, evitando di ostacolare le operazioni o di alterare, eliminare o nascondere documenti e dati.

È opportuno chiedere di esaminare il provvedimento, contattare immediatamente un difensore e verificare che siano correttamente indicate le attività svolte e i beni eventualmente acquisiti. Prima di firmare, il verbale deve essere letto con attenzione e possono essere formulate osservazioni o richieste di precisazione.

In ambito aziendale è utile che dipendenti e collaboratori sappiano a chi rivolgersi, senza rilasciare dichiarazioni improvvisate o assumere iniziative autonome.

Occorre innanzitutto esaminare il provvedimento e il verbale per comprendere quali beni, somme, documenti o dispositivi siano stati sottoposti a sequestro e per quale ragione.

Il difensore valuta la natura del provvedimento, i suoi presupposti, gli effetti prodotti e gli eventuali strumenti previsti per contestarlo o richiederne la modifica o la revoca. I termini per intervenire possono essere brevi e variano in base al tipo di sequestro.

Quando il provvedimento interessa un’impresa, devono essere considerate anche le conseguenze sulla continuità operativa, sulla disponibilità delle risorse e sulla conservazione della documentazione necessaria all’attività.

In determinate condizioni è possibile richiedere una comunicazione delle iscrizioni presenti nel registro delle notizie di reato ai sensi dell’art. 335 del Codice di procedura penale.

La risposta può indicare l’eventuale iscrizione come persona sottoposta alle indagini o come persona offesa. Tuttavia, non tutte le iscrizioni sono immediatamente comunicabili e un’attestazione negativa non esclude in modo assoluto l’esistenza di attività investigative.

La possibilità e l’utilità della richiesta devono quindi essere valutate in relazione alla situazione concreta e agli eventuali atti o informazioni già disponibili.

Il difensore di fiducia viene scelto direttamente dalla persona interessata. Il difensore d’ufficio viene invece individuato secondo i meccanismi previsti dalla legge quando la persona non ha nominato un proprio avvocato.

Entrambi esercitano le funzioni e le garanzie proprie della difesa tecnica. La difesa d’ufficio, tuttavia, non è automaticamente gratuita: il compenso resta normalmente a carico dell’assistito.

Chi possiede i requisiti previsti dalla legge può presentare domanda per essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, scegliendo un difensore iscritto negli appositi elenchi.

 

Il coinvolgimento di un amministratore, dirigente, dipendente o collaboratore non determina automaticamente la responsabilità della società.

Per alcuni reati, tuttavia, può emergere anche una responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001, quando ricorrono le condizioni previste dalla legge. In questi casi occorre verificare il ruolo della persona coinvolta, l’eventuale interesse o vantaggio per l’ente, le procedure interne e il modello organizzativo adottato.

È inoltre necessario valutare tempestivamente possibili conflitti tra la posizione difensiva della persona fisica e quella della società.

Sì. L’assistenza preventiva è utile quando una decisione aziendale, una procedura interna o una situazione organizzativa presenta possibili profili di rilevanza penale, anche se non sono ancora iniziate indagini.

L’analisi può riguardare deleghe, processi decisionali, rapporti con consulenti e Pubblica Amministrazione, sicurezza sul lavoro, adempimenti fiscali, finanziamenti, crediti d’imposta e altri ambiti nei quali possono emergere responsabilità personali o societarie.

La prevenzione non elimina ogni rischio, ma permette di individuare le criticità e valutare interventi organizzativi e documentali adeguati.

Non è possibile indicare preventivamente una durata valida per ogni procedimento. I tempi dipendono dalla natura e dalla complessità delle contestazioni, dal numero dei soggetti coinvolti, dalle attività investigative necessarie, dall’eventuale applicazione di misure cautelari e dal percorso processuale seguito.

Dopo l’esame degli atti disponibili, il difensore può illustrare le fasi prevedibili e gli adempimenti più immediati, ma non può garantire una determinata durata o uno specifico risultato.

Durante l’assistenza è importante aggiornare il cliente sugli sviluppi del procedimento e sulle decisioni che devono essere assunte.

Nel primo contatto è utile indicare sinteticamente il tipo di problema, l’autorità che sta procedendo, il ruolo della persona o della società coinvolta e le eventuali scadenze già fissate.

Quando disponibile, è opportuno trasmettere copia integrale dell’atto ricevuto e della documentazione essenziale, evitando selezioni o annotazioni che possano rendere incompleta la ricostruzione.

Le informazioni comunicate all’avvocato sono trattate con riservatezza. L’invio di una richiesta o lo svolgimento di un primo colloquio non determinano automaticamente l’assunzione dell’incarico, che avviene dopo l’esame della situazione, la verifica di eventuali incompatibilità e la definizione dell’attività professionale.

Competenza penalistica

Lo Studio affronta ogni situazione attraverso l’esame degli atti, la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle responsabilità delle persone e delle società coinvolte.

Prevenzione e difesa

L’assistenza comprende sia la valutazione preventiva del rischio penale sia la tutela durante le indagini e nelle successive fasi del procedimento.

Riservatezza e attenzione

Ogni vicenda viene esaminata con attenzione personale, considerando le conseguenze giuridiche, patrimoniali, operative e reputazionali per il cliente.

Una valutazione tempestiva può fare la differenza

Se ha ricevuto una comunicazione, teme una possibile contestazione o desidera valutare preventivamente i rischi connessi alla propria attività, può richiedere un colloquio con lo Studio.

Il primo confronto permette di inquadrare la situazione, verificare la documentazione disponibile e individuare i passaggi successivi.

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